Il tanto atteso Jailbreak per iOS 9.3.3 è diventato realtà nel corso delle scorse ore, o per meglio dire è diventato quasi realtá: si tratta infatti di un jailbreak semi-tethered che impone di non spegnere o riavviare il dispositivo per poterlo utilizzare correttamente. Andiamo dunque a scoprire come effettuare il Jailbreak di iOS 9.3.3 grazie al nuovo tool sviluppato dal Team Pangu, aiutandoci con la nostra consueta guida che troverete qui di seguito.

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La notizia ha letteralmente invaso i social e in particolar modo Twitter da quando, poche ore fa, il Team Pangu ne ha annunciato la disponibilità: il primo passo per il jailbreak di iOS 9.3.3 è finalmente realtà dopo un’attesa lunghissima e innumerevoli rumors e proof of concept.

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A pochi giorni dalla presentazione di iOS 10 alla WWDC 2016, con il conseguente rilascio della Beta 1 agli sviluppatori, sembrerebbe che la comunità jailbroken abbia ritrovato la verve di un tempo lavorando alacremente per dare “una nuova speranza” `a tutti gli utenti in attesa di poter utilizzare un dispositivo jailbroken.

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Agli albori del jailbreak l’ormai famigerato tool noto come TinyUmbrella era tra gli strumenti più preziosi a disposizione dell’utente: si potrebbe quasi affermare senza timore di sbagliare che TinyUmbrella ha rappresentato il punto di partenza (e forse anche di ritorno) per la maggior parte degli utenti con dispositivi jailbroken.

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La collaborazione tra Coolstar e Comex potrebbe, sotto gli auspici dell’intera comunità jailbroken portare alla nascita del primo e proprio recovery tool per iOS con funzioni molto simili a quanto da anni siamo abituati a vedere sui terminali Android.

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Sovente si ha la necessità di fare ordine nella propria Springboard semplicemente eliminando tutti i badge di notifica delle varie applicazioni, un po’ come “segnare come lette” tutte le email di una data cartella, e in tal caso questo piccolo tweak può risultare provvidenziale.

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Le pubblicità, per quanto talvolta essenziali al mantenimento di una applicazione o di un tweak gratuiti, spesso ormai finiscono con l’essere un fastidioso impedimento per l’utente finale che, specie su iOS, non ha pressappoco nessuna opzione per poterle eliminare.

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