Apple Music, anche Taylor Swift si oppone: “Apple non ci chieda di regalare la nostra musica” [AGGIORNATO]

Il nuovo servizio Apple Music sembra non essere destinato al successo tanto sperato da parte dei dirigenti di Cupertino: continuano infatti ad aumentare le controversie circa la politica royalities-free tentata da Apple, e dopo Anton Newcombe è il turno di Taylor Swift.

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Atteso al debutto tra poco più di sette giorni, Apple Music dovrebbe essere reso disponibile in concomitanza con il rilascio di iOS 8.4 a fine mese, eppure il progetto sembra tutt’altro che pronto al debutto in pubblico.

La piattaforma di streaming musicale made-in-Cupertino continua infatti ad essere oggetto di critiche e opposizioni da parte di musicisti ed etichette discografiche che non hanno gradito la strategia royalities-free di Apple: l’azienda infatti vorrebbe offrire un periodo di prova di tre mesi per il suo servizio durante il quale gli artisti non percepirebbero alcun introito a seguito dell’utilizzo delle proprie opere.

Sostanzialmente Apple vorrebbe “usare gratuitamente” per tre mesi la musica di centinaia di artisti, senza fornire alcun compenso per i diritti d’autore noti come royalties: in questo periodo l’utente potrà testare il servizio, senza pagare alcun canone di utilizzo, per valutarne la bontà e il funzionamento.

Nella giornata odierna Taylor Swift, una delle personalità più influenti nell’attuale panorama musicale, ha pubblicato una Lettera Aperta indirizzata ad Apple con la quale si oppone all’uso del suo più recente album “1989” per il servizio Apple Music e spiega i motivi del suo scetticismo nei confronti di tale servizio.

Sono certa che tutti voi saprete ormai che Apple Music offrirà gratuitamente un periodo di prova di tre mesi a chiunque si iscriverà al servizio. Tuttavia non sono sicura che siate a conoscenza del fatto che Apple non fornirà alcun compenso ad autori, produttori o artisti durante quel lasso di tempo.

In favore di Apple, come d’altronde la stessa Taylor Swift specifica, vi sono dei compensi per gli artisti decisamente maggiori rispetto alla concorrenza ed è su questo aspetto che l’azienda punta per “giustificare” il mancato pagamento dei diritti d’autore per il periodo trial di tre mesi.

Tuttavia non bisogna soltanto pensare agli interessi di artisti affermati, che vendono milioni di copie su iTunes e che quindi potrebbero “chiudere un occhio” per appena tre mesi:

(…) Questo non riguarda me. Fortunatamente sono al mio quinto album e posso sostenermi autonomamente (…) Parlo a nome di tutti gli artisti emergenti che hanno appena pubblicato il loro primo singolo e non vedranno ricompensati i loro sforzi e premiato il loro successo. Parlo a nome di quel giovane cantautore che ha appena ricevuto la sua prima offerta e spera di ripagare parte dei debiti grazie alle royalty.

Nel nostro articolo precedente qualcuno ci chiedeva qualche dato in più in merito ad Apple Music, e siamo lieti di fornirlo anche per chiarire le politiche di investimento da parte di Apple: negli Stati Uniti l’azienda di Cupertino ha previsto un guadagno complessivo del 71.5% per gli artisti a fronte dei costi di sottoscrizione, e la percentuale sale fino al 73% nel resto del mondo.

Non vogliamo quindi insinuare che il sistema sia completamente sbilanciato, ma certo non possiamo neppure affermare che sia giusto non retribuire gli artisti durante il periodo di prova di Apple Music.

A tal proposito Taulor Swift conclude la sua Lettera Aperta con una affermazione emblematica:

Non chiediamo (a te Apple, n.d.t.) degli iPhone in regalo. Per favore non chiederci di regalarti la nostra musica senza alcun compenso.

Aggiornamento:

Le dichiarazioni di Taylor Swift sembrano aver innescato un effetto domino di proporzioni notevoli: amplificato dall’ampia copertura mediatica dell’intera vicenda e dall’interesse orbitante attorno al nuovo servizio Apple Music, l’ultima tessera a cadere è stata proprio quella di Apple.

Eddy Cue, Vicepresidente Senior del dipartimento “Internet, Software e Servizi” di Apple, ha infatti da poco confermato il cambio di piani per Apple Music: gli artisti riceveranno un compenso anche durante il periodo di prova di 90 giorni!

La nuova politica è stata chiaramente influenzata dalle opposizioni di artisti quali Taylor Swift e A. Newcome che non hanno ritenuto plausibile la precedente proposta di Apple: lo stesso Eddy Cue risponde infatti parafrasando il titolo della Lettera Aperta della Swift.

Il cambio di direzione sottolinea inoltre quali – e di che portata! – siano gli interessi che Apple ha nei riguardi del mercato della musica digitale e soprattutto quali siano le sue aspettative in termini di guadagni provenienti dalle sottoscrizioni per il suo imminente programma di streaming musicale.


Fonti :


3 commenti

  1. apple ha gia risposto stamattina a Taylor Swift tramite un tweet di Eddy Cue che diceva essenzialmente: “abbiamo ascoltato le vostre critiche, apple pagherà gli artisti anche durante i 3 mesi gratuiti”

  2. apple non ha certo comprato beats per l’hardware ma proprio per l’esperienza conseguita nel loro servizio di musica in streaming, una piattaforma già fatta e con una buona esperienza alle spalle che le permettesse di non partire troppo svantaggiata sugli altri competitor. in fine una persona come iovine addentro al mondo della discografia non può che aiutarli (anche se io non lo farei più salire su un palco XD ). guarda caso non hanno fermato la vendita delle cuffie beats cosa che a mio parere mostra il disinteresse per quell’hardware, se ci fosse interesse per il settore cuffie avrebbero interrotto le vendite appena smaltiti i magazzini per poi riprogettare tutto e vendere delle cuffie apple tra almeno un anno, ma come si vede in questo articolo non c’è nulla di interessante da acquisire per apple da quel lato anche perchè fosse anche solo per il marchio apple non rilascerebbe mai un prodotto con doppio marchio.

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