Google batte sul tempo Apple e presenta in anteprima per l’America il nuovo Google Play Music “Radio”

Mentre Apple è ancora alle prese con una vasta “campagna salvavita” per le pubbliche relazioni dopo lo scandalo delle royalties su Apple Music, Google ha deciso di alzare la posta in palio bruciando le tappe nella corsa verso la conquista del palcoscenico americano.

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Google ha infatti lanciato nella giornata di ieri il suo servizio di streaming musicale gratuito: fruibile attraverso Google Play Music, è organizzato in modo molto simile a Pandora o Rdio, grazie ad una serie di stazioni tematiche supportate da piccoli annunci pubblicitari tra una traccia e l’altra.

L’ascolto, per ora limitato ai soli Stati Uniti, è possibile sia tramite piattaforma WEB che tramite Applicazione dedicata con una qualità di 320Kbps: gli utenti possono inoltre creare le proprie “stazioni preferite” in base ai loro artisti preferiti, oppure in base agli album che ascoltano con maggior frequenza od anche in base al tipo di attività che stanno svolgendo.

Qualsiasi brano presente nel nutrito catalogo di oltre 30 milioni di titoli di Google Play Music è disponibile per lo streaming gratuito attraverso le stazioni radio del nuovo servizio, incluso l’ultimo album di Taylor Swift.

Il sistema si avvale anche della preziosa collaborazione dei creatori di Songza, il servizio di music matching che Google ha acquistato lo scorso anno.

Per chi volesse espandere le possibilità di ascolto, non solo rimuovendo le pubblicità dagli ascolti ma anche sbloccando tutte le altre caratteristiche di Google Play Music, è poi disponibile un abbonamento mensile di 10$, ancora una volta del tutto in linea con le cifre offerte dagli altri competitors del settore.

Il servizio di Google batte non solo sul tempo il rilascio del tanto atteso Apple Music ma si pone come suo antagonista diretto anche nel campo delle funzionalità offerte: se infatti Apple ha fatto grande sfoggio del suo servizio di playlist curate personalmente da eminenti DJ per garantire la massima esperienza di ascolto, Google ribatte con stazioni costruite attorno ai gusti di ciascun utente e migliorate grazie ad un attento algoritmo di selezione per generi e artisti.

E neppure il lato economico viene lasciato in secondo piano: il CEO di Songza e il Product Manager di Google Play Music hanno dichiarato che “il nuovo servizio si andrà ad aggiungere agli altri strumenti di guadagno in favore degli artisti”.

Gli artisti potranno infatti percepire introiti in tre modi differenti tramite Google Play Music: tramite il nuovo servizio di streaming supportato da pubblicità, in base allo streaming on-demand degli abbonati al servizio, e grazie alle riproduzioni dei brani disponibili per la scelta dal catalogo on-line accessibile agli utenti.

Google Play Music infatti permette agli utenti abbonati al servizio di memorizzare ben 50.000 brani all’interno del proprio Cloud Personale, pagando le royalty per ciascun brano agli aventi diritto.

L’unico aspetto negativo di questo nuovo servizio offerto da Google è rappresentato dallo scarso livello di controllo offerto all’utente: nella versione gratuita infatti i “salti” sono limitati a 6 per ogni ora, non si puó tornare al brano precedente e non si ha modo di conoscere quale sarà il brano successivo.

Tuttavia il Product Manager di Google, Elias Roman ha grande fiducia in questo sistema:

Per gli ascoltatori (in media) è importante che la musica sia attinente al contesto, poco importa se potranno utilizzare meno controlli.

Naturalmente le limitazioni sopra elencate spariscono per gli utenti che decidono di sostenere un abbonamento mensile al servizio: per chi invece volesse testare personalmente il servizio sarà disponibile un periodo di prova gratuito di 30 giorni che si andrà a fondere con quello attualmente disponibile per Google Play Music, introducendo quindi nello stesso trial anche le funzioni dedicate allo streaming radio.

Google Play Music “Radio è già disponibile tramite WEB e nel corso della prossima settimana verrà resa disponibile tramite le rispettive applicazioni Android e iOS.


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