Google Glass: ecco cosa aspettarsi tra realtà e ironia

Il progetto Google Glass è sicuramente uno dei più seguiti e più attesi da parte degli amanti della tecnologia di tutto il mondo, specie perché è quanto di più vicino possibile all’idea futuristica di avere una interfaccia elettronica digitale frapposta tra i nostri occhi e la realtà.

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Che cosa è in realtà Google Glass?

Ci sarebbero svariati metodi per descrivere questi occhiali futuristici, e probabilmente il più semplice è di descriverli letteralmente come una sorta di microproiettore posizionato ad una certa distanza da uno dei nostri occhi: grazie ad un piccolo prisma l’immagine proiettata viene ingrandita al punto tale da essere osservata correttamente senza tuttavia intralciare il nostro campo di visione complessivo.

Tuttavia questo breve video può sicuramente descrivere meglio la natura e gli scopi del progetto Google Glass:

Google Glass è dunque una sorta di estensione robotizzata dei nostri sensi, ed in particolare della nostra vista, poiché ci permette di sfruttare il mondo come se la realtà aumentata fosse quella vera.

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Foto, video , messaggi e persino indicazioni satellitari…tutto direttamente dinnanzi ai nostri occhi e soprattutto controllato semplicemente dalla nostra voce.

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E’ difficile non restare affascinati da questo progetto, specie viste le sue potenzialità latenti che potrebbero portarlo ad essere il naturale assistente virtuale per la nostra routine quotidiana.

Tutte le informazioni che desideriamo sarebbero sempre disponibili, senza alcuna necessità di distogliere l’attenzione dai nostri compiti abitudinari quali camminare o parlare con qualcuno e anzi l’interazione tra la realtà che ci circonda e le informazioni del World Wide Web ci permetterebbe di espandere in modo quasi esponenziale le nostre conoscenze e i nostri interessi.

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Indubbiamente non sarebbe certo l’ideale utilizzarli mentre si guida 😉 o mentre si svolgono compiti delicati che richiedo particolare attenzione, ma sifdo chiunque a non desiderare di poterli indossare durante una chiacchierata con gli amici o i colleghi per il solo piacere di poter svolgere più attività contemporaneamente come ad esempio il rispondere ad un messaggio senza doversi estraniare dalla conversazione oppure il poter cercare informazioni in tempo reale tramite Google.

Un pratico esempio di come i Google Glass potrebbero semplificare le nostre routine quali ad esempio il fare la spesa viene ben espresso dal video della ConAgra Foods che ha realizzato questo simpatico spot promozionale in collaborazione con Google.

Nel frattempo in America è già inziata la campagna per i primi Acquirenti Beta-Tester che potranno aggiudicarsi la possibilità di acquistare in anteprima uno dei primi esemplari di Google Glass partecipando ad un programma di selezione piuttosto scrupoloso su Google +, Twitter e Facebook.

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Indubbiamente non si tratta di un prodotto economico: con i suoi circa 1600$ si pone ben oltre il limite dei dispositivi elettronici costosi, entrando quasi nella nicchia dei gadget irraggiungibili destinati a pochi. Tuttavia la speranza è che questo prezzo, destinato ai primi prototipi, possa gradualmente abbassarsi fino a raggiungere la soglia degli 800-900 dollari rendendo così il progetto decisamente più accessibile.

Nel frattempo il web sembra aver riposto un grande interesse nel progetto tanto che alcuni artisti hanno ipotizzato alcuni degli usi più comuni per i Google Glass, e tal proposito il web comedian Dartanion London ha ipotizzato una situazione esilarante che prevede – con ottima accuratezza direi – l’utilizzo più probabile di questa nuova tecnologia da parte della maggior parte degli uomini, secondo il classico stereotipo del “Gli uomini non ascoltano mai le donne quando parlano”.

Tra le prospettive future e l’ironia si celano tuttavia anche alcuni aspetti problematici che, come sempre, accompagnano l’introduzione di tutte le nuove tecnologie, specialmente di quelle che possono avere un impatto sociale tanto elevato quanto i Google Glass.

La possibilità di riprendere ogni singolo istante della nostra vita e di ricercare i volti di ogni sconosciuto incontrato per strada, ad esempio, potrebbe far inorridire alcuni ma in fondo non è poi molto diverso da quanto accaduto con l’introduzione dei Social Network e dei Cellulari.


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