Pegatron ha implementato un sistema di riconoscimento facciale per scongiurare il lavoro minorile

Sulla scia della notizia riguardante la morte di un lavoratore 15enne all’interno della catena di montaggio dell’iPhone 5c, la Pegatron, storico fornitore Apple, ha reso pubbliche le azioni intraprese per impedire l’assunzione di lavoratori minorenni.

iSlave-iPhone-5-Foxconn

Secondo quanto riportato da Wall Street Journal infatti, l’azienda Taiwanese starebbe utilizzando la tecnologia del riconoscimento facciale dall’inizio di quest’anno per rendere più sicura la procedura di assunzione del personale.

I candidati all’assunzione presso le linee di montaggio della Pegatron devono esibire un documento d’identità valido emesso dal governo, che viene in seguito confrontato con il viso del candidato utilizzando appunto degli strumenti atti al riconoscimento facciale, in grado di scoprire se è stato utilizzato un documento falso. I nomi dei candidati sono inoltre confrontati con il database della polizia.

Non è la prima volta che le principali catene di montaggio di Cupertino sono coinvolte in accuse di lavoro minorile. Nel 2012 la Foxconn ammise di aver assunto stagisti poco più che 14enni.

Nel caso del dipendente Shi Zhaokun, morto nello stabilimento della Pegatron, è probabile che il 15enne sia riuscito ad aggirare i controlli di riconoscimento facciale grazie ad un documento falso, che riportava sì la sua foto, abbinata però ai dati anagrafici di un’altra persona.

A dispetto delle accuse, il portavoce di Pegatron Charles Lin ha dichiarato che l’azienda continua a mantenere un ottimo livello di conformità alla leggi volte a prevenire il lavoro minorile.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.