Il Decreto Pisanu e il WiFi libero in Italia: puntualizziamo

Vi abbiamo parlato, un po’ di tempo fa, dell’abolizione del Decreto Pisanu. Molti di voi sapranno già che negli anni passati questa legge “vietava” l’utilizzo di Hot Spot Wifi liberi senza una registrazione.

Poco tempo fa era stato annunciato che dal primo gennaio 2011 il WiFi sarebbe stato usufruibile da tutti liberamente senza il bisogno di effettuare alcun tipo di registrazione. In realtà questo non è del tutto vero. Dal primo gennaio la navigazione WiFi tramite Hot Spot sarà accessibile a tutti ma necessiterà comunque di una breve registrazione. Sicuramente è un traguardo importante in quanto prima bisognava compiere lunghe e fastidiose procedure burocratiche che richiedevano documenti vari mentre con l’anno nuovo basterà effettuare un semplice Login online per usufruire del WiFi. Sostanzialmente non sarà possibile navigare anonimamente ma la connessione sarà sicuramente semplificata. Vengono migliorati anche i tempi per l’apertura di un Hot Spot WiFi, il che ci fa pensare che vi sarà una forte espansione del WiFi libero in tutta Italia.


11 commenti

  1. Diciamo che è un notevole passo avanti per la situazione “italiana” .
    Il problema è che vengono registrati tutti i log e non so se c’è privacy sulle password che circolano 😐

  2. In tutto il resto dell’Europa basta andare a bere un caffė da Starbucks per navigare gratuitamente e anonimamente. Per non parlare di bar, biblioteche, ristoranti, parchi, luoghi pubblici vari…
    Continuiamo a essere moooolto indietro. Praticamente terzo kondo!

  3. Scusate ma proprio non capisco allora cosa cambi a noi. Oggi entro da MediaWorld (esempio) mi registro con l’iPhone4 mi danno la password e navigo. Nel 2011 che farò? Mi iscriverò e con la password entrerò? Scusate ma non capisco cosa cambierà…. 😯

  4. ma vi ricordate quando volevano che i gestori dei siti iternet italiani dovevvano depositare il formato cartaceo e ogni modifica al sito?

    è evidente che chi fa queste leggi dovrebbe studiate un pò la materia prima di pronunciarsi.

    L’Italia…

  5. Come immagino voi tutti quando siete andati a comprare la sim del vostro gestore avete presentato carta d’identità e codice fiscale. Adesso sono in Moldavia per le ferie qui sapete come funziona??? Vai in uno dei 100000 chioschi ” non ho mai visto tanti punti vendita di cellulari in vita mia anche 7 in 100 metri nella stessa via praticamente un negozio si e uno no che vende cellulari” chiedi una sim ( qui c’e’ come gestore MOLDCELL o ORANGE” e te la danno con 40 lei 2.48€ e sono tutte in chiamate quindi la sim non la paghi e non ti chiedono nulla di nulla. Quando ho visto sono rimasto sbalordito. Stessa cosa vale per i pochi locali che offrono il wifi entri e ti colleghi e basta. questa e’ l’italia e sarà sempre così visto che come dice s0000000000ka finché ci sono questi matusalemmi che stanno al fare leggi su cose che manco capiscono…. povera italia 😕

    1. Identico in inghilterra, vai in un convenience store o in una agenzia di cambio e ti compri la scheda lycamobile, orange, etc etc, penso che alla prima ricarica ti chiedanno i dati… non so, comunque io nel 1999 avevo comprato un cellulare gsm con scheda tim prepagata da 10.000 lire nella confezione, senza dare nessun dato, alla prima ricarica un operatore mi chiese i dati per l’attivazione…. da ciò si deduce che in realtà siamo andati indietro. sob
      ciauz

  6. scusatemi se sbaglio ma da quello che ho capito in pratica ora invece di dover tutte le volte registrarci per poter connetterci ad un hotspot avremo un username e una password validi per tutti gli hotspot in italia?

    1. In pratica fino ad adesso, dato che avevano fatto di tutta un erba un fascio, prima del login chi ti forniva accesso doveva compilare un registro presenze, poichè secondo la legge, chi offre un servizio di internet point deve registrare: nome, cognome, tipo e numero dei documenti, orario di inizio e di fine dell’utilizzo, numero del computer. Poi i dati devono essere disponibili per la Polizia Postale. I contenuti di navigazione e delle comunicazioni, vengono messi a disposizione solo in seguito a richieste della Polizia Giudiziaria. per gli internet point è rimasto invariato, negli altri, penso, ci si debba loggare con i dati del caso, per esempio negli starbucks a londra ti chiedono di sottoscrivere una tessera al costo di 2,5 sterle o gratis se spendi 6 sterle nel bar, per 40 min di internet, ma nn ho approfondito, in spagna da starbucks chiedi alla cassa e ti danno i dati di accesso, in svizzera trovi reti free anche nei parcheggi dei distributori, da starbucks a tokio e altre città, c’è gente che stà ore a navigare seduta al tavolo, di solito vado negli starbucks perchè hanno le prese della corrente per ricaricare il portatile vicine ai tavoli.
      ciauz

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