[Recensione] iCrash, servizi di riparazione per iPhone e iPad: dall’incidente alla perfetta riparazione, ecco la storia del nostro iPad 3

Nel corso degli anni l’estetica e la leggerezza dei dispositivi Apple sono andati a scapito della robustezza dei materiali, laddove il tanto utilizzato alluminio purtroppo non possiede che le metà della resistenza dell’originario policarbonato.

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Durante i nostri BiteCast abbiamo piú volte guardato con nostalgia a quello che era un vero e proprio “highlander” dei dispositivi Apple, con un guscio in policarbonato capace di resistere alle cadute più rovinose senza compromettere il funzionamento del dispositivo: chiunque abbia posseduto un iPhone 3GS (o precedente) certo saprà a cosa ci stiamo riferendo.

Le scelte in campo estetico da parte di Apple e il conseguente utilizzo estensivo di scocche in Alluminio sempre più sottili e leggere (e di conseguenza fragili) hanno portato tuttavia ad una miriade di potenziali inconvenienti che siamo sicuri la maggior parte dei possessori di un dispositivo Apple avrà riscontrato.

Dai graffi sulla scocca alle ammaccature sugli angoli, passando per avvallamenti e rientranze nelle sezioni più delicate di iPhone e iPad: questi sono soltanto una piccola parte dei problemi che tutti conosciamo e che, prima o poi, dovremo affrontare con i nostri dispositivi.

La “grande caduta”

E come purtroppo accade per tutti, anche per noi è arrivato il momento di fare i conti con un “incidente disastroso”, quasi da TOP 10, con uno dei nostri dispositivi: un iPad di Terza Generazione precipitato al suolo da una altezza complessiva di 2 metri.

L’impatto, giá grave di per se, è stato complicato dalla dinamica dell’incidente: il dispositivo era connesso al PC per il trasferimento dati ed era poggiato temporaneamente sulla sua sommità.

Scivolando dal case il dispositivo ha prima impattato lo spigolo della mensola che lo sorreggeva, per poi ruotare di circa 90° ed impattare sul bordo della scrivania e terminare la sua rovinosa caduta sul pavimento andando ad urtare con il connettore inserito in modo perpendicolare al suolo.

Chiaramente la collocazione del dispositivo è frutto di una operazione svolta in tutta fretta, quindi non fateci la paternale sul “perché” e sul “come ci è saltato in mente” di posare in equilibrio precario un iPad a 2m di altezza.

L’impatto, come potete vedere dalle foto, ha comportato non soltanto la deformazione della scocca posteriore nel punto in cui lo spigolo della mensola ha urtato l’iPad ma anche la deformazione del bordo inferiore.

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Anche il punto di inserzione del Connettore 30Pin è risultato danneggiato, con conseguente difficoltà di connessione.

Il danno maggiore, se vogliamo, è stato tuttavia quello riportato dal Display dell’iPad 3 che si presentava parzialmente non funzionante.

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Di contro il vetro ha resistito all’impatto e il TouchScreen risultava funzionante nonostante il danno, consentendoci di recuperare i dati e di effettuare un backup del dispositivo.

La ricerca di un professionista

Seppur considerato “vecchio” come modello, questo iPad 3 funzionava perfettamente prima dell’incidente e dunque sembrava un peccato doverlo cestinare: purtroppo però la gravità del danno riportato non ha reso semplici le operazioni di riparazione né tantomeno la ricerca di un centro specializzato con le competenze e l’esperienza necessarie.

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Durante il percorso alla ricerca di un centro di riparazione disposto ad esaminare quantomeno il dispositivo per appurare il danno abbiamo avuto la fortuna e il piacere di conoscere il Team di iCrash, centro specializzato nella riparazione di dispositivi Apple (e non solo!) in grado di operare su dispositivi fortemente danneggiati assicurando una riparazione di qualità, affidabile e durevole nel tempo.

Come sapranno i nostri lettori di lunga data non ci piace fare della pubblicitá gratuita: il Team di iCrash merita davvero tutto il nostro apprezzamento per il lavoro svolto e per la professionalità con cui è stato portato a termine.

Per questo motivo vogliamo portarvi nel “dietro le quinte” del Laboratorio di iCrash, prendendo spunto dall’incidente con il nostro iPad 3 per mostrarvi come lavorano e quali risultati sono in grado di ottenere in tempi estremamente brevi!

La riparazione

Il servizio offerto da iCrash include il servizio di ritiro e spedizione tramite Corriere Espresso, naturalmente con Spedizione Assicurata per tutelare il proprietario del dispositivo contro eventuali imprevisti.

Al proprietario spetta invece il corretto imballaggio del dispositivo, preferibilmente utilizzando la scatola originale, seguendo tutte le indicazioni fornite nell’apposita pagina informativa del sito.

A costo di voler essere tediosi, vogliamo ricordarvi che nello spedire un dispositivo quale un iPhone o un iPad dovete porre la massima cura possibile negli imballaggi! Assicuratevi quindi che gli involucri siano adeguati, che ci siano sufficienti protezioni dagli urti e dagli scossoni, e che il plico rispetti gli standard previsti per le spedizioni tramite corriere.

Ipotizzando la classica situazione in cui l’utente non dispone della scatola originale per la spedizione abbiamo deciso di mostrarvi come abbiamo eseguito l’imballaggio e la preparazione per la spedizione.

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Abbiamo innanzitutto inserito l’iPad all’interno della sua custodia protettiva (la SPECK ComfyShell NightSwimm di cui trovate la recensione qui) e successivamente lo abbiamo inserito all’interno di un involucro protettivo in HDPE.

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Successivamente abbiamo racchiuso l’iPad così protetto all’interno di un contenitore in plastica rigida preformata (originariamente contenente una pellicola in vetro temperato per iPad) per garantire una maggiore protezione contro gli urti.

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Inviare un dispositivo “rotto” per una riparazione non implica il doverlo spedire senza alcuna precauzione e protezione! Inoltre fornendo apposite ed adeguate protezioni faciliterete il servizio di riconsegna che potrá utilizzare le medesime per rispedire il dispositivo al termine della riparazione.

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Il dispositivo così protetto è stato poi inserito in un sacchetto realizzato con millebolle a densità media prima di essere inserito all’interno della scatola per la spedizione.

All’interno della scatola abbiamo inserito alcuni assorbitori d’urto realizzati con pellicole di plastica termosigillata e riempita d’aria per assicurare una maggiore protezione.

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Infine sulla scatola abbiamo apposto le etichette per la corretta identificazione del contenuto fragile da parte del corriere, che avrebbe così saputo di dover maneggiare con cura il plico.

Suddette etichette sono altresì richieste dalla maggior parte dei corrieri in presenza di una spedizione assicurata: in loro assenza infatti eventuali danni a carico del contenuto potrebbero non essere riconosciuti a causa dell’errato confezionamento.

Dietro le quinte

Durante tutto il processo di riparazione il Team di iCrash, in perfetto accordo con le sue Policy di Riparazione (link), ci ha tenuti aggiornati sui progressi svolti e sulle problematiche da affrontare.

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Il problema iniziale consisteva nella corretta diagnosi del problema: quasi certamente il Modulo LCD sarebbe risultato danneggiato ma si sarebbe potuta constatare anche la rottura della Bobina di Retroilliminazione, problematica che come ci hanno spiegato è assai frequente sugli iPad di Terza Generazione.

All’arrivo l’iPad presentava delle ben visibili ammaccature sulla scocca dovute chiaramente a diverse cadute che hanno interessato soprattutto la parte inferiore e la zona del connettore 30 pin.

icrash_iPad3_ (2)Altro problema riguardava i danni riportati dalla scocca: l’urto infatti ne aveva provocato il distacco dal pannello in vetro e di conseguenza era venuta a mancare la tenuta ermetica tra le parti che impedisce a polvere ed umidità di infiltrarsi nel dispositivo.

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La deformazione della scocca poneva inoltre un ulteriore problema in termini di riparazione: sostituire i componenti rotti infatti non avrebbe garantito la fruibilità dell’iPad in quanto una scocca danneggiata non consente il corretto posizionamento dei componenti e la corretta adesione tra componenti e resine di fissaggio.

Il vetro touchscreen risultava comunque integro e funzionante. Non lo stesso si può dire per il pannello LCD che per metà non visualizzava l’immagine)

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Il Difficile Intervento

Abbiamo avuto più volte modo di specificare, grazie all’ausilio dei teardown di iFixIT, quanto siano ostici da smontare i nuovi dispositivi Apple per via dell’enorme utilizzo di adesivo tra le varie parti e la scocca: figurarsi dunque un dispositivo con scocca irregolare e ammaccata…

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Uno dei rischi maggiori di questo tipo di interventi è dovuto appunto all’adesivo che tiene in posizione il Pannello TouchScreen e che quindi ne impedisce una facile rimozione.

il vetro dell’iPad è tenuto assieme alla scocca con un particolare biadesivo, per l’apertura quindi si è scaldato il vetro in modo tale da ammorbidire la colla e utilizzando solo strumenti in plastica (plettro, per non rovinare la delicata vernice bianca) abbiamo sollevato il vetro dalla scocca.

Una volta sollevato il pannello in vetro i Tecnici di iCrash hanno potuto avere accesso alle componenti interne del nostro iPad 3 ed iniziare così il lavoro di smontaggio vero e proprio.

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L’adesivo, ben visibile sui bordi del pannello nell’immagine seguente, causa nella maggior parte dei casi la rottura del vetro di protezione durante i tentativi di riparazione ma l’esperienza maturata dai Tecnici di iCrash ha permesso di evitare questo inconveniente.

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Sia chiaro che tale competenza va tutta a vantaggio dell’utente che non deve così sostenere anche i costi di sostituzione del componente danneggiatosi durante la riparazione, come spesso avviene con altri servizi di riparazione.

Rimuovere il Pannello LCD senza apportare ulteriori danni alla scocca è stata la sfida successiva: basta osservare infatti gli inevitabili danni dovuti alla sua rimozione per capire quanta forza è necessario applicare al pannello per rimuoverlo dai punti di ancoraggio.

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Successivamente con pazienza certosina i Tecnici di iCrash hanno provveduto a rimuovere ogni traccia del vecchio adesivo con apposito solvente per garantire una perfetta tenuta dei nuovi componenti una volta installati e assicurare altresì un perfetto livellamento tra schermo e scocca.

Tolto il vetro touchscreen è stata rimossa tutta la colla residua sulla scocca, pulita e sgrassata per prepararla al nuovo biadesivo.

Nel caso specifico preso in esame il perfetto livellamento della scocca è pressoché impossibile da ottenere a causa degli ingenti danni subiti dal nostro iPad ma ciononostante il Team iCrash ha svolto un opera certosina nel rimodellamento della scocca per garantire la migliore aderenza possibile una volta richiuso il dispositivo!

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L’adesivo rimanente viene pazientemente rimosso con una piccola spatola, avendo cura di non danneggiare i componenti ancora in sede.

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La riparazione ci offre anche l’occasione per “dare uno sguardo” all’interno di un iPad: è sorprendente quanto poco sia lo spazio dedicato ai componenti in proporzione a quello occupato dalle batterie.

Al tempo stesso ci si rende conto della miriade di piccoli componenti con cui i Tecnici di iCrash hanno avuto a che fare durante la riparazione.

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In controluce è possibile osservare tutte le tracce su cui era applicato il precedente adesivo e dove andrà applicato nuovamente al termine dell’intervento.

Una volta aperto l’iPad è stato smontato completamente per poter rimodellare, raddrizzare e ridar forma alla scocca; come scopo principale quello di far aderire il vetro nel miglior modo possibile una volta reinstallato.

La corretta applicazione delle strisce adesive infatti costituisce la differenza che passa tra un dispositivo riparato e correttamente assemblato e uno invece assemblato male che sarà soggetto ad infiltrazione di polvere ed umidità col tempo.

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Seguendo le classiche “Leggi di Murphy”, dopo innumerevoli ore di lavoro per la sostituzione del Pannello LCD ecco che i timori dei Tecnici di iCrash si manifestano.

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La tipica “banda nera” che offusca la parte destra dello schermo indica infatti la rottura della bobina di alimentazione, difetto purtroppo comune agli iPad di Terza Generazione.

Riassemblate batterie scheda madre ed installato un nuovo display. Purtroppo a questo punto ci siamo accorti di un ulteriore problema, la retroilluminazione della parte destra del display – la stessa che nel vecchio display era danneggiata – era assente . La rottura del pannello vecchio ha provocato un corto nell’alimentazione del display che ha bruciato una bobina di alimentazione sulla scheda madre.

Questa descrizione potrebbe sembrarvi “semplicisticae potreste pensare che in fin dei conti si tratta solo dell’ennesimo pezzo da sostituire…ma non è così!

Si tratta infatti di un minuscolo componente assemblato direttamente sulla Scheda Madre dell’iPad la cui sostituzione non soltanto richiede estrema perizia e competenza ma influisce sul funzionamento dell’intero dispositivo.

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Il componente in questione è quel minuscolo rettangolino nero identificato dal “punto dorato” e cerchiato di rosso nell’immagine.

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Schemi elettrici alla mano per la ricerca del guasto siamo risaliti al colpevole. Individuata la bobina L2200 interrotta (nelle foto della scheda madre è stata marcata con un puntino bianco) si è proceduto alla sostituzione. Tolta e reinstallata con l’aiuto dell’aria calda.

Intervenire “a casaccio” su un componente di tali dimensioni è l’ingrediente primario per una ricetta che prevede il prossimo utilizzo dell’iPad come sottopentola.

Non eseguite di persona tali interventi a meno che non siate tecnici specializzati e perfettamente consapevoli delle operazioni che state eseguendo! Non si tratta di semplici saldature, pertanto le rudimentali conoscenze di saldatura apprese “da smanettoni” non sono sufficienti per eseguire un lavoro del genere.

icrash_iPad3_ (20)Con estrema pazienza i Tecnici di iCrash hanno provveduto a dissaldare il componente in questione, avendo cura di non danneggiare la scheda madre o i circuiti adiacenti.

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Al termine della riparazione, con conseguente saldatura del nuovo componente in posizione, ecco come appare la Scheda Madre riparata e correttamente funzionante: l’immagine seguente mostra ancor piú chiaramente la dimensione estremamente ridotta del componente in oggetto.

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Il componente danneggiato è stato rimpiazzato: notate l’assenza di sbavature nella saldatura e la pulizia dell’area circostante da residui di flussante e di materiale fuso, indice della qualità del lavoro svolto e della professionalità del servizio.

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Grazie a questa ultima riparazione l’iPad 3 è tornato perfettamente funzionante ed è stato possibile per i Tecnici di iCrash proseguire con l’assemblaggio finale del dispositivo e con i relativi test finali.

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Conclusioni

Personalmente non posso che essere grato al Team di iCrash per l’incredibile lavoro svolto su un dispositivo che molti altri classificherebbero come “obsoleto” e sul quale non interverrebbero a tale livello.

Nuovamente riassemblato l’iPad, questa volta l’immagine è tornata ad essere perfetta. Incollato il vetro effettuati i test funzionali, tutto è risultato nella norma. Siamo felici di aver salvato un altro iPad.

Comunicazione e Professionalitá sono gli elementi distintivi e di spicco che caratterizzano i Servizi offerti da iCrash, con una attenzione al cliente che francamente è sempre più difficile riscontrare.

Il dispositivo è tornato perfettamente operativo, ripristinato dopo un grave incidente che ne aveva compromesso non soltanto le funzioni ma anche l’integrità strutturale.

Siamo ben lieti di raccomandare ai nostri utenti e ai nostri lettori il Servizio di Riparazione di iCrash per tutti i vostri dispositivi Apple, e non solo!

Ci teniamo inoltre a precisare che riparazioni di tale calibro richiedono competenze, mano d’opera e tempi di gran lunga superiori ai classici interventi in stile “fai da te” per sostituire ad esempio un pulsante home danneggiato: se dunque volete far riparare i vostri dispositivi scegliete di farlo nel modo giusto, affidandovi a professionisti come i Tecnici di iCrash.

Come avete avuto modo di vedere grazie a questa recensione gli standard operativi di iCrash sono tra i piú elevati del settore: garantiscono non soltanto una riparazione efficace e duratura in tempi molto brevi, ma garantiscono l’utilizzo di componenti originali e certificate.

La riparazione del dispositivo oggetto della nostra recensione è avvenuta per giunta nel mese di Agosto, quando la maggior parte degli specialisti si sarebbe tirata indietro per non rinunciare ai consueti periodi di ferie, ma nonostante ciò lo Staff di iCrash è stato in constante contatto con noi aggiornandoci sulle problematiche riscontrate e sui progressi svolti.

Personalmente ringrazio l’intero Team di iCrash per aver dedicato tanto tempo a questo progetto, sottraendo qualche ora di preziose ferie per assicurarsi di svolgere un lavoro accurato.

Indiscutibilmente qualitá e compentenza nel lavoro implicano un compenso proporzionato al lavoro svolto: non stiamo parlando della semplice sostituzione di un vetro rotto, ma di un intervento assai piú complesso come avete avuto modo di vedere grazie alle immagini forniteci da iCrash.

Il costo complessivo dell’intervento, inclusi i componenti sostituiti e i costi di ritiro e spedizione, ammonta ad € 219,00.

Pertanto non venite a dirci che “i costi sono eccessivi” o che “altrove si può fare a meno”: il nostro scopo è quello di presentarvi un servizio di qualità che vi assicuri il corretto ripristino del vostro dispositivo a prescindere dal danno subito.

Sia chiaro che a tutto c’è un limite: non pensiate di poter triturare il vostro dispositivo in un mixer oppure di lanciarlo da un’auto in corsa in autostrada e poi pretendere che qualcuno possa ricostruirlo da zero. 😉

In tal senso il servizio offerto da iCrash, che vi ricordiamo opera secondo secondo il modello franchising e dunque rende possibile per chiunque sia dotato di passione e talento la possibilitá di apire un proprio Store, è la soluzione raccomandata per i vostri interventi di riparazione sia su iPhone che su iPad.

Personalmente vi ricordo che se avete deciso che vale la pena far riparare il vostro dispositivo allora vale la pena farlo fare bene! 😉



Fonte: iCrash Official Website


6 commenti

  1. Mi chiedo come nel 2015 si possa utilizzare il termine “SCATOLO” anzichè scatola.

    Imparare l’italiano ???

    Lo scatolo (leggi: scatòlo) è una sostanza chimica corrispondente al β-metilindolo. Si presenta come un solido bianco cristallino dall’odore fecale. Si forma nella marcescenza, nella lisi batterica, per fusione alcalina delle proteine o dal triptofano nel tratto intestinale dei mammiferi ed è presente negli escrementi umani, conferendo loro l’odore estremamente nauseante.

    1. Apprezziamo l’accorgimento posto nel segnalarci questa piccola imperfezione: effettivamente il termine “scatolo”, maschile del termine scatola che nulla ha a che vedere con il C9H9N detto scatòlo, rappresenta una forma regionale del termine “scatola” che è invece da considerarsi forma esatta.

      Tuttavia l’assenza dell’accento discriminativo sulla “o” e il contesto avrebbero dovuto chiaramente indicare al lettore che non si stava descrivendo il β-metilindolo.

      Piuttosto mi meraviglio che di una intera recensione di oltre tre pagine l’unico dettaglio che colpisca l’attenzione del lettore è un semplice termine regionale in luogo del formalmente corretto termine “scatola”: evidentemente non si poteva discriminare in altro modo il lavoro fatto dall’autore ne tantomeno il lavoro svolto tecnici di iCrash. 🙂

  2. Evidentemente si deve essere sentito chiamato in appello, può darsi che di secondo nome faccia scatòlo. Dato che da una intera recensione nota soltanto di essere stato chiamato in causa. O forse soltanto per provare a darsi un pò di arie, ma comunque alla fine a fatto la classica figura dello scatòlo…

  3. Non posso che dare ragione a Giuse, chiamare scatolo un’imballo mette in evidenza un vocabolo errato usato in meridione non adatto alla stesura di un articolo. Denota inoltre una mancanza di cultura.

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