Apple Watch: scopriamo tutti i modelli, le caratteristiche e le funzionalitá

La presentazione dell’Apple Watch avvenuta nel corso del recente Apple Keynote tenutosi lo scorso 9 Settembre presso il Flint Center del De Anza College ha sicuramente rappresentato uno dei cardini della nuova linea di prodotti Apple, essendo difatti uno dei prodotti più attesi degli ultimi anni.

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L’attesa per questo nuovo prodotto è stata piuttosto lunga, costellata da rumors e leak che hanno visto Apple commercializzare “per ultimauno dei prodotti più ambiti e richiesti dal mercato emergente tanto in Occidente quanto in Oriente, almeno nel settore della cosiddetta wereable technology.

Dopo circa quarantotto ore dalla conclusione del Keynote e dalla pubblicazione delle specifiche ufficiali per l’Apple Watch ci apprestiamo a scoprirne assieme caratteristiche, funzionalità e pregi in una panoramica dettagliata.

Nuovo Brand, Nuovo Nome

Le sorprese per quanto riguarda il primo “dispositivo indossabile” targato Apple iniziano proprio dal nome, laddove assistiamo per la prima volta all’abbandono della consueta denominazione in stile “iDevice” a favore del piú semplice Apple Watch.

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Probabilmente la scelta del nome ha voluto sottolineare, in linea di principio, l’allontanamento da parte di Apple da tutti i rumors che nel corso degli ultimi anni avevano ormai dato per scontato l’adozione del nome iWatch, peraltro più bello e meno cacofonico.

L’Apple Watch è stato pensato come il primo dispositivo indossabile della gamma di prodotti Apple, incentrato attorno all’idea di integrazione crescente tra smartphone e dispositivi di input secondari.

Design Retró

Superata la piccola sorpresa relativa alla denominazione, l’Apple Watch suscita reazioni fortemente contrastanti per via del suo design molto lontano non solo dai concept futuristici spesso mostrati negli ultimi mesi ma anche dalle linee morbide e sottili dei nuovi iPhone 6.

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L’Apple Watch infatti adotta un classico design rettangolare con margini lievemente smussati, fondo piatto, e comandi in rilievo sul margine destro.

Di contro Apple ha voluto mantenere ben salda la nuova linea di diversificazione applicata ai suoi ultimi prodotti presentando un numero davvero notevole di varianti per il suo Apple Watch: complessivamente saranno infatti disponibili ben sei differenti versioni base raggruppate in tre collezioni!

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La principale differenza tra i vari modelli di orologi è insita nei materiali utilizzati: Acciaio, Alluminio e Oro sono i componenti di base selezionati da Apple, ciascuno disponibile in due variazioni cromatiche come visualizzato nell’immagine precedente.

Per semplicità – ed anche per via del fatto che queste non sono le uniche differenze stilistiche!riassumiamo nella tabella di seguito le associazioni materiale/colore.

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Differenziazione, l’anima di Apple Watch

Ciascuna persona sceglie il proprio orologio in base a criteri estetici assolutamente unici e personali, dunque non sorprende che Apple abbia cercato di differenziare quanto più possibile la gamma degli Apple Watch non soltanto in base ai materiali ma anche sfruttando colori e stili dei cinturini!

D’altro canto questo eccesso nella differenziazione dei modelli è un qualcosa che suona assai strano e fuori luogo agli occhi di qualsiasi utente Apple che da anni è abituato alla semplicità dei prodotti, tanto nel design quanto nelle colorazioni. Si direbbe quasi che Apple abbia voluto sperimentare anche sugli Apple Watch la libertà cromatica introdotta di recente con l’ultima linea di iPod Touch.

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La prima vera differenziazione ha luogo a partire dalle dimensioni complessive dell’Apple Watch: gli utenti potranno infatti scegliere tra un modello compatto, con soli 38mm di altezza, ed un modello “large” con 42mm di altezza.

In altri ambiti soli quattro millimetri di differenza sarebbero ben più che trascurabili, ma trattandosi di un oggetto da tenere al polso bisogna tener presente che bastano pochi millimetri a fare la differenza anche a seconda delle dimensioni del polso.

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Al pari di un orologio tradizionale sarà infine possibile configurare il quadrante affinché venga visualizzato nel modo che più si preferisce, spaziando in una discreta gamma di design futuristici fino ad arrivare ai classici orologi digitali con lo sfondo costituito da una nostro fotografia preferita.

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Scendendo nello specifico sono ben tre le “raccolte” in cui Apple ha deciso di proporre l’Apple Watch, ciascuna con una serie peculiare di colori, cinturini e specifiche tecniche.

  • Apple Watch
  • Apple Watch Sport
  • Apple Watch Edition

La serie Classica

La serie Apple Watch è probabilmente quella che racchiude gli stili più classici pensati da Apple per i suoi orologi: essa comprende entrambi i modelli da 38mm e da 42mm con corpo in solo Acciaio, protezione in Vetro Zaffiro e colorazione a scelta tra Silver e Space Black.

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Complessivamente la collezione offre diciotto esemplari tra cui scegliere a seconda del modello e della colorazione del cinturino.

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La Serie Sportiva

La serie Apple Watch Sport è invece chiaramente dedicata ad un pubblico giovanile, anch’essa disponibile nei modelli da 38mm e 42mm con cassa in Alluminio e cinturini in Polimero Fibroelastico dai colori fluorescenti.

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La scelta dell’Alluminio e dei cinturini in polimero mira ad offrire un prodotto estremamente leggeroanche se ci è impossibile valutarne concretamente il peso poiché tali dati non sono stati divulgati – e durevole.

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Stranamente la serie Sport è anche l’unica a non disporre del Vetro Zaffiro di protezione, ma bensì utilizza una nuova tecnologia denominata Vetro “X-Ion” che promette di offrire una robustezza e una durata senza precedenti.

Probabilmente tale scelta potrebbe derivare dalla necessità di creare una fascia di Apple Watches differente non solo nei colori ma anche nel prezzo, utilizzando materiali meno ricercati e quindi aprendosi ad un pubblico più ampio.

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La Serie “Gold”

Infine i modelli della serie Apple Watch Edition rappresentano la massima ricercatezza in termini di materiali e design, sempre che siate disposti a spendere cifre da capogiro per casse realizzate in oro a diciotto carati con abbinati esclusivi cinturini in pelle tono su tono.

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Tra le varianti proposte, in totale meno di sei, compaiono anche alcune versioni meno appariscenti con cinturini meno vistosi e adatti all’uso quotidiano.

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Apple garantisce che la serie Watch Edition sia dotata della stessa resistenza all’usura della serie standard in Acciaio, e a tal proposito tornano ad essere equipaggiato del Vetro di protezione in Zaffiro.

Tecnologia in miniatura

Molte delle ricerche e dei brevetti Apple degli ultimi anni sono confluiti nella realizzazione dell’Apple Watch, uno strumento innovativo molto diverso da qualsiasi altro dispositivo che l’azienda di Cupertino ha prodotto sino ad ora.

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La sfida principale infatti è stata rappresentata dalla necessità di re-inventare il sistema di TouchScreen, già perfezionato negli anni per iPhone e iPad, affinché potesse funzionare su un dispositivo dotato di un display così piccolo.

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Per questo motivo i progettisti hanno deciso di includere nel design dell’Apple Watch l’utile quanto anacronistica corona laterale che funge da pulsante di accesso al menu principale e da scroll per la selezione delle varie funzioni.

Come sempre accade in questi casi la prima impressione è soggettiva e basata quasi esclusivamente sul gusto personale, ma non possiamo fare a meno di notare come quell’incredibile groviglio di icone rassomigli più ad un fiore hippie sotto LSD che non ad un menu funzionale e pratico da usare.

Bisogna infatti tenere presente che le icone sono tutte racchiuse in appena 2” di display, e forse sarebbe stato meglio optare per un menu a scorrimento dall’impatto minore ma dalla praticità decisamente superiore.

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Il display, diretto discendente della tecnologia retina, è chiaramente la parte fondamentale dell’Apple Watch e pertanto, come abbiano visto in precedenza, è protetto nella maggior parte dei casi da un Vetro Zaffiro realizzato con procedure innovative per garantirne la sottigliezza e la resistenza.

Allo stesso tempo il TouchScreen è estremamente sensibile, tanto da riuscire a discriminare tra un singolo tocco e una pressione prolungata: caratteristica certo fondamentale per garantire un buon utilizzo del dispositivo.

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In mancanza dello spazio sufficiente a visualizzare con una qualche reale utilità una piccola tastiera o a garantire una qualche precisione nel tocco delle icone fin troppo piccole per poter essere toccate anche con la maggior parte dei pennini, e con controlli fisici ridotti, Siri diventa l’unico reale strumento di controllo per governare l’Apple Watch e consentire all’utente un reale utilizzo delle sue funzioni.

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Dalla lettura delle Notifiche alla Composizione dei Messaggi fino alla lettura delle Indicazioni Stradali tutto passa attraverso Siri che, almeno a detta di Apple, sarà ancor più funzionale di quanto non lo sia adesso in occasione del debutto dell’Apple Watch.

Purtroppo visti tutti i test effettuarti in passato con Siri siamo piuttosto scettici in merito a questa affermazione e ci riserviamo la possibilità di poter scrivere un approfondimento dedicato non appena si avranno dei reali dati di utilizzo su cui poter argomentare.

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Tra le dotazioni di maggior rilievo, sebbene non particolarmente innovative vista l’ampia e matura diffusione su numerose altre piattaforme, spiccano i Sensori per il Rilevamento del Battito Cardiaco: situati sul fondo dell’orologio sono costituiti da un gruppo di 4 Led di cui 2 a luce visibile e 2 a luce infrarossa per correggere gli errori di lettura e fornire una migliore precisione nelle misurazioni.

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Di contro il nuovo sensore/trasduttore Haptic, che sfrutta una sorta di microvibrazione variabile indotta presumibilmente a mezzo di brevi impulsi direttamente attraverso la cassa dell’orologio per notificare l’utente circa l’arrivo di messaggi, chiamate, email, etc, rappresenta una reale innovazione che potrebbe porre le basi per lo sviluppo di una nuova categoria di dispositivi per la vibrazione dedicati agli smartphone.

Anche in questo caso attendiamo l’esito di un futuro tear-down per poter accertare la struttura e il funzionamento del Taptic Engine.

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Ancora riluttante all’idea di adottare soluzione di ricarica induttiva sui propri smartphone, Apple ha deciso di sperimentare la sua prima soluzione in tal senso sugli Apple Watch.

Più probabilmente questa è stata una scelta forzata in quanto sarebbe stato davvero scomodo, oltre che controproducente in termini di impermeabilità, incorporare un connettore lightning nell’esile corpo dell’Apple Watch.

La ricarica induttiva consente invece di ricaricare con estrema semplicità la batteria del dispositivo: basta infatti avvicinare l’apposito terminale al fondo della cassa affinché i magneti incorporati facciano presa ed inizi il processo di ricarica.

Funzioni, oltre le apparenze

A dispetto delle apparenze che sicuramente sono tante, forse anche troppe! – gli Apple Watches hanno anche altre funzioni oltre quella di essere dei costosi gingilli ornamentali da tenere al polso e con i quali monopolizzare le conversazioni tra amici e colleghi.

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Oltre infatti a consentire la scelta di “oltre due milioni di modi differenti per leggere l’ora” l’Apple Watch consente di gestire Messaggi, Telefonate e Notifiche direttamente tramite il suo schermo.

Grazie all’altoparlante e al microfono integrati è infatti possibile rispondere ai messaggi utilizzando il sistema di dettatura vocale proprietario od anche rispondere ad una telefonata senza dover interagire con il telefono.

Sebbene l’Apple Watch disponga di un microfono integrato è interessante notare come Apple dichiari che è possibile usarlo “per una chiamata veloce” prima di trasferire l’audio al Telefono, agli Auricolari oppure ad un Dispositivo Bluetooth.

Ciò potrebbe infatti sottolineare due problemi latenti: da un lato la qualità audio in ricezione/trasmissione potrebbe non essere ottimale, e dall’altro l’impatto sulla durata della batteria potrebbe essere elevato in tali circostanze.

Non avendo alcun dato in materia ci asteniamo da ulteriori commenti in attesa di un tear-down che possa mostrare il tipo di batteria utilizzata e di una eventuale “prova sul campo” che ci consenta di verificare l’effettiva capacità di comunicazione di un Apple Watch utilizzato durante una telefonata.

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Per quanto piccolo, lo schermo di un Apple Watch puó anche essere sfruttato per leggere (e rispondere ?) le e-mail ricevute sul proprio dispositivo.

Divertimento per Bambini

Oltre alle funzioni tradizionali l’Apple Watch offre quelle che senza dubbio possono essere classificate come “funzioni ludico-ricreative” di bassa utilità ma che quasi certamente sono state introdotte nel tentativo di ampliare il mercato degli utenti potenziali.

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In tal senso la modalità Disegno è certamente la più eloquente: essa consente infatti all’utente di utilizzare il Touch Screen per disegnare o forse sarebbe più appropriato dire scarabocchiare date le dimensioni ridotte – una qualsiasi illustrazione da condividere con gli altri possessori di un Apple Watch.

Enigmatica invece la modalità Tocco che prevede l’invio di “un tocco leggero e discreto sul polso” di una seconda persona: ancora una volta non è specificato se si tratta di una pura funzione grafica o se invece c’è da aspettarsi che l’Apple Watch emetta una lieve vibrazione sfruttando il Taptic Engine.

(saró forse poco romantico, ma sembra l’incubo di ogni utente medio ovvero la concretizzazione della funzione “poke”…come avere qualcuno che ogni tanto ci punzecchi una spalla solo per “farci sapere che ci pensa”.)

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Per tutti gli innamorati invece ecco la funzione perfetta: Heartbeat, o più poeticamente “Batticuore” come l’ha rinominata Apple in Italia, consente di registrare il proprio battito cardiaco tramite i sensori posti sul fondo dell’Apple Watch ed inviarlo ad un altro utente.

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Infine la funzione Walkie Talkie, che sembra essere una riedizione del famoso “Push to Talk”, consente di condividere brevi note audio indirizzate ad altri utenti, presumibilmente anch’essi possessori di un Apple Watch.

Difatti non è ancora chiaro se queste funzioni siano destinate esclusivamente agli Apple Watch o se invece sia previsto un certo grado di interazione con altri servizi Apple preesistenti come ad esempio iMessage.

Fitness, al cuore di Apple Watch

Le vere features degli Apple Watch sono tuttavia pensate e dedicate al mercato in espansione rappresentato dalle interazioni possibili tra i dispositivi elettronici, i programmi di fitness e le nostre attività quotidiane.

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Apple Watch nasce infatti come reazione a dispositivi simili realizzati e commercializzati da altri noti produttori e il cui scopo principale è quello di fornire un maggior livello di integrazione e controllo per tutte le attività ricreative più comuni.

In tal senso l’Apple Watch si spinge anche oltre sfruttando l’accelerometro incorporato e i dati raccolti tramite il WiFi, il GPS e il Barometro(*) del proprio iPhone per monitorare qualsiasi attività dell’utente (**), anche in ambito quotidiano.

(*) solo per iPhone 6
(**) maniaci della sicurezza, questo è il vostro momento per esultare e gridare ad Echelon 🙂

Esso infatti incorpora un programma di analisi statistica del movimento che operando in tandem con una applicazione dedicata su iPhone raccomanda all’utente nuovi obiettivi in termini di movimento ed esercizio giorno dopo giorno.

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L’applicazione Workout infatti tiene traccia del tempo complessivo di allenamento e movimento per ciascun giorno fornendo all’utente una serie di raccomandazioni circa il modo migliore per migliorare il proprio stile di vita.

Esso ad esempio tiene traccia del tempo complessivo trascorso da seduti per ricordare all’utente quando è ora di alzarsi e fare due passi per sgranchire le gambe.

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Naturalmente essendo ciascuna attività monitorata e memorizzata dall’applicazione Workout, e dunque sfruttando la memoria dell’iPhone, l’Apple Watch è in grado di fornire promemoria sulle attività da completare o sugli obiettivi da raggiungere basandosi sul livello dell’ultima attività dell’utente.

Gli avvisi vengono visualizzati attraverso una pratica interfaccia dedicata, piuttosto intuitiva anche se forse eccessivamente ricca di colori differenti come ben visibile dalle immagini precedenti.

Il Lato Oscuro

Malgrado l’esaustiva presentazione mostrata sin ora e le innumerevoli informazioni diffuse da Apple ci sono alcuni interrogativi circa l’Apple Watch cui non possiamo ancora fornire una risposta e la cui risoluzione potrebbe potenzialmente segnare il declino di questo progetto prima ancora del suo arrivo sul mercato.

In più occasioni Apple ha lasciato intendere che il suo Apple Watch sia resistente all’acqua, eppure non vi è alcuna indicazione che specifichi con chiarezza il livello di impermeabilità o tolleranza all’acqua.

David Pogue di Yahoo Tech ha tuttavia divulgato una preziosa informazione in merito, ottenuta durante un briefing con uno degli addetti Apple a seguito dello scorso Keynote.

L’Apple Watch è resistente all’acqua, quindi è possibile tenerlo al polso anche quansdo si suda, oppure quando piove o quando ci si lavano le mani. Tuttavia è necessario toglierlo quando si entra in doccia, nella vasca da bagno o in piscina.

Questa dunque è una forte limitazione nell’utilizzo di questo dispositivo: chiunque abbia infatti posseduto almeno un orologio da polso “resistente all’acqua” sa benissimo per esperienza che non sempre suddetta resistenza va oltre qualche spruzzo occasionale.

Indubbiamente non è logico pretendere di poter indossare l’Apple Watch in piscina o al mare, per via delle particolari condizioni di entrambi gli ambienti, eppure non è così irrazionale chiedere ad un “gingillo” da circa 400€ di poter almeno accompagnarci sotto la doccia per svolgere realmente il suo ruolo di “tecnologia indossabile” e consentirci così finalmente di rispondere alla solita telefonata che arriva a dieci secondi dall’entrata in doccia.

L’altro grande interrogativo irrisolto riguarda la durata della batteria presente nell’Apple Watch: durante la presentazione infatti non è stata detta una singola parola in merito e neppure è stata mostrata alcuna diapositiva a schermo.

Alcune “fonti attendibili” hanno dichiarato di aver appreso che la durata attuale della batteria è di circa 24h, forse anche meno a seconda dell’utilizzo, e che Apple sta cercando di implementarla prima del debutto ufficiale sul mercato nel 2015.

Se ciò dovesse corrispondere al vero siamo dinnanzi ad un fattore decisamente limitante per l’Apple Watch: per quanto sia facile e veloce ricaricarlo grazie alla tecnologia induttiva non è sicuramente possibile fare affidamento su un dispositivo con una autonomia così limitata.

Infine restano senza risposta tanti piccoli interrogativi circa la dotazione tecnica dell’Apple Watch, come ad esempio la risoluzione del display, la qualità dell’audio tramite l’altoparlante integrato, i consumi in termini di utilizzo del BlueTooth, e la reale affidabilità del suo cardiofrequenzimetro che tuttavia potranno trovare risposta soltanto con i primi test sul campo oppure con i primi tear-down.

One More Thing…

L’Apple Watch è parte integrante del processo di semplificazione previsto da Apple per l’utilizzo del suo innovativo sistema di pagamento Apple Pay: anche in questo caso, data la complessità e la natura dell’argomento vi rimandiamo ad un nostro futuro articolo in merito per analizzarne tutti i singoli aspetti.


12 commenti

  1. Ottimo articolo, esauriente e dettagliato! Di domande però ne ho ancora molte.
    Innanzitutto, perché non hanno implementato il barometro? E perché non il WiFi, così da poterlo utilizzare in ambienti chiusi senza che fosse necessario il telefono, visto che con Handoff e il sync con iCloud sarebbe stato possibile reindirizzare chiamate ed SMS, cioè le uniche vere esclusive di un telefono, per poi lasciare al normale sync con iCloud le restanti funzioni (mail, note, calendario, ecc)? Poi, perché non hanno pensato ad un modello classico, quindi con cinturini classici e vetro zaffiro, ma con cassa in alluminio che, almeno in foto, sembra più bella di quella in acciaio inox? Infine, ma la sincronizzazione, gli aggiornamenti e gli eventuali ripristini, potranno essere effettuati attraverso il cavo magnetico? A me non risulta che sia possibile un passaggio dati tramite un cavo ad induzione (che é ben diverso da quello degli altri smartwatch con connettori in vista; lì si che seppur magnetico la sincronizzazione é possibile). Nulla da dire poi su alcune scelte a mio parere di marketing, come ad esempio non avere incluso il GPS, la FaceTime Camera e il Touch ID – potevano implementarlo nella Digital Crown. Sono d’accordo invece sul fatto che non abbia la SIM. Nonostante tutto questo non vedo l’ora di una vostra recensione e di provarlo con mano.

    1. Grazie Sniper 🙂

      Le domande purtroppo sono di quelle che rientrano nella serie “Informazioni Non Divulgate” :/ percui non é davvero facile, attualmente, trovarvi risposta.
      Il barometro, cosí come il WiFi, non é stato implementato per ragioni legate all’autonomia della batteria integrata: il Bluetooth LE consente di gestire meglio la comunicazione dati senza incidere troppo sui consumi energetici e, immagino, richieda meno energia per il funzionamento rispetto al WiFi.
      Quanto ad iCloud non é ben chiaro come si comporti l’Apple Watch in tal senso: difatti se da un lato Apple lascia intedere che il dispositivo abbia un certo quantitativo di memoria integrata per consentire all’utente di caricarvi alcune applicazioni dall’altro tutte le funzioni di notifica e chiamata sembrano dipendere esclusivamente dalla connessione con l’iPhone. Sfruttando quella che immagino sia una connesione Bluetooth LE con l’iPhone l’orologio é in grado di ricevere tutti i dati che normalmente il telefono ottiene da internet (vedi ad esempio promemoria sugli appuntamenti, calendari sincronizzati, email etc.) per poi “ripubblicarli” sul suo schermo.

      Sulla scelta delle collezioni poi ci sarebbe molto da ridire in effetti! 🙂 Chiaramente per questioni di marketing ( e forse di prezzo!) hanno utilizzato la cassa in alluminio solo per la serie Sport, ma purtroppo la cassa in Alluminio ha anche l’inconveniente di non essere dotata di Vetro Zaffiro. Nei modelli classici ci sono invero anche cinturini sportivi e c’é la colorazione cosiddetta “silver”, ma ovviamente si tratta del gusto personale di ciascun utente quindi non c’é molto che io possa dire. 🙂

      Il dubbio sul connettore per la sincronizzazione é venuto anche a me: non mi risulta che Apple abbia brevettato un circuito induttivo che sia anche capace di trasferire dati quindi concordo con te nell’escludere la possibilitá che si utilizzi il circuito di ricarica per questo scopo.
      Se dovessi azzardare una ipotesi direi che forse sfrutta il Chip NFC per trasferire dati, magari sfruttando l’ampia base di ricarica connessa al computer anzicché al caricabatteria: non appena mi occuperó del discorso relativo ad Apple Pay sapró dirti di piú in materia, specialmente perché ad ora non sono certo che gli Apple Watch integrino un Chip NFC.

      Il GPS probabilmente ricarde nel discorso di prima sull’impatto energetico: troppo dispendioso per la batteria integrata, anche se dal mio personale punto di vista essenziale per rendere utile un gingillo dal costo cosí elevato.
      Sulla fotocamera sono anche io perplesso: forse volevano distanziarsi dalla soluzione sviluppata da Samsung che peró ha dimostrato come sia possibile integrare una piccola fotocamera anche in uno smartwatch!

  2. … In un mondo dove molti (soprattutto fra i giovanissimi) non portano un orologio (in tasca c’é un telefonino che indica l’ora), riuscirà la mela a invertire questa tendenza?

  3. Io continuo a pensare che oltre a tutti i dubbi esposti che troveranno risposta dal vivo..; produrre un oggetto tecnologico con materiali di pregio sia una p*****ta, che fai vai dall’orafo a farlo fondere, quando il gingillo non va più o si è arrivati alla versione +3 e non é più supportato ?

    O pensano di aver creato l’oggetto hardware definitivo ( a me sembra il primo esercizio) e quindi aperta ad infiniti aggiornamenti software, oppure é una baggianata di cui pentirsi…

    D’oro mi compro un Rolex o un reverso non sta cagata a termine.

    Personalmente, ma verrò smentito, mi sembra una vaccata,non tantio per il “cosa” ma per il “come”, tra l’altro con poco mercato, visto che non é nemmeno stand alone e lo dico da amante della mela.

  4. Io attendevo uno smartwatch con quadrante rotondo e non in stile Samsung Gear; in più hanno tralasciato di inserire molte funzioni che sono supportate dall’app di iOS 8 “Salute”, come la qualità del sonno, il barometro, la misurazione del glucosio…..tant’è che Apple stessa sta già lavorando ad un altro smartwatch con più sensori perché molti addetti del settore medico e fitness si sono appunto lamentati di queste mancanze. Quindi, che senso ha avuto rilasciare uno smartwatch già monco in partenza? Per poi rilasciarne uno poco dopo, come detto nei commenti sopra che farà, a dir poco, infuriare chi acquisterà il primo modello. Un esempio lo avevamo già avuto con iPad 3 che ha visto il suo successore pochi mesi dopo. Apple sta iniziando a deludermi…..Manca lo stile e la rigorosità di Jobs nel far rilasciare prodotti innovativi e non rilasciati solamente per esigenze di mercato 🙁

      1. ah e lo stesso jobs era della stessa idea, vedi iphone 1G senza connessione 3g e gps.. o l’iphone 3g senza alcun incremento di prestazioni.

  5. Sono d’accordo con tutti i quesiti già postati che riceveranno risposta solo col tempo…tuttavia c’è una cosa che durante il keynote mi è saltata subito agli occhi, di cui nessuno ha parlato finora e che sinceramente mi sembra una cosa così banale che non riesco a credere che alla apple nessuno ci abbia pensato… Questo orologio è pensato per chi porta l’orologio a sinistra…ora capisco che l’orologio si porta a sinistra ma non credo di essere l’unico che lo porta a destra. Mettendolo a destra è impossibile usare la rotella.

  6. @fabio ti sbagli , la apple ha consigliato a chi porta il watch sul polso destro di giare l’ortientamento del quadrante cosi da avere in basso a sinistra la rotella digitale.

  7. l’allontanamento dai nomi con la “i” iniziale è dovuto alla perdita di significato di tale sigla che quando venne introdotta (con il primo imac) stava ad indicare un dispositivo che aveva come innovativa caratteristica l’essere predisposto per una facile connessione a internet (che in quel momento viveva la sua corsa verso l’importanza che ha oggi). oggi quella “i” ha solo motivi di marketing per esistere e sinceramente sta anche stufando. piazzare la parola apple davanti poi da ancora più importanza all’azienda come insieme e da vita a un bel gioco di parola/immagine che permette di abbreviare i nomi mettendo il logo della mela davanti al nome del prodotto.
    secondo me è un rischio e proprio per questo secondo me hanno fatto bene

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