Jailbreak per iOS 11: questa volta é Google ad aprire le danze

Malgrado non sia esattamente la notizia che molti stavano aspettando, questa potrebbe essere la prima mossa concreta verso un jailbreak per iOS 11.

Ed è quanto mai ironico – e perché no, anche un pizzico soddisfacente – che questa volta a darne notizia non sia il solito “ragazzino su Twitter e neppure il “ben noto” sviluppatore del caso tramite Reddit.

Lo spunto per il primo jailbreak di iOS 11 viene da Google grazie al suo Project Zero, ovvero un team dedicato alla ricerca di vulnerabilità nell’ambito di software proprietari o terzi.

In realtà si tratta ben più che di “uno spunto”: Project Zero di Google è infatti in procinto di rilasciare un exploit identificato all’interno di iOS 11 che consentirebbe il primo jailbreak degno di questo nome da anni ormai.

Non si tratta di un semplice “fail-break” e neppure del solito “brag-code” messo in mostra (parzialmente e in modo incomprensibile ai più) in un tweet: lo sfruttamento di questo exploit potrebbe garantire il primo jailbreak disponibile al pubblico per la più recente versione del sistema operativo mobile di Cupertino.

Sebbene possa sembrare strano che sia proprio Google – diretto rivale di Appe in ambito mobile – a divulgare questo exploit, non bisogna dimenticare che questa è l’essenza stessa di Project Zero, all’interno del quale Ian Beer gode di una notevole fama quale “Cacciatore di Bug” per iOS.

Ian Beer ha infatti segnalato ad Apple ben 5 delle 15 vulnerabilità che sono state successivamente corrette con iOS 11.2 e negli scorsi giorni ha suggerito agli utenti iOS di non effettuare l’aggiornamento.

L’exploit per ottenere i privilegi di root su iOS verrá rilasciato sottoforma di tool perfettamente utilizzabile dagli utenti finali, ma con un piccolo caveat: si tratterà infatti di un jailbreak semi-tethered.

Per chi fosse “novizio” nell’ambito di tale terminologia, un jailbreak semi-tethered implica la necessitá di collegare il dispositivo ad un computer ad ogni riavvio per poter (ri)attivare il terminale e rendere funzionale il jailbreak stesso.

Qualche anno fa una notizia simile sarebbe stata accolta con gioia da parte di una larga fetta degli utenti Apple, ma visto il “decesso” del jailbreak – peraltro siglato da tempo – e il parziale spostamento su Android di una buona parte dell’utenza, viene da chiedersi quale sarà la reazione nei confronti di questo tool.



Fonte: Motherboard


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