In linea con le norme di sicurezza di Apple per lo sviluppo e l’implementazione delle applicazioni su tutti i propri dispositivi, i software non hanno accesso alla modalità di esecuzione con privilegi di amministratore ma alcuni sviluppatori hanno trovato il modo di eludere questa limitazione.
La definizione tecnica del metodo con cui i software Apple interagiscono con il sistema operativo è detta sandboxing, ovvero recinto di sabbia, proprio a voler sottolineare come l’ambiente dedicato alla loro esecuzione sia sostanzialmente protetto ed isolato dai punti nevralgici del sistema operativo e limiti le capacità di esecuzione per proteggere l’utente.
Ted Landau, autore presso The Mac Observer, ha fatto notare come svariate applicazioni presenti sul Mac App Store violino in realtà le limitazioni imposte dalla Apple con un conseguente rischio per la sicurezza degli utenti. Un esempio lampante, data la particolare funzione ed importanza del software in questione, è rappresentato dall’ottima utility DataRescue che viene venduta in due versioni distinte: la prima, disponibile sul Mac AppStore, è compatibile unicamente con OSX 10.6.x o 10.7.x e non permette il recupero dei dati provenienti dal disco rigido interno del computer; la seconda viene invece fornita dallo sviluppatore attraverso il proprio sito ed è compatibile con OSX 10.8 grazie alla richiesta delle credenziali di amministrazione.
Medesima situazione vedasi per altre utility di recupero dati, come Data Recovery Free, Data Recovery Pro e Disk Drill: tutti questi software offrono il downlaod esterno della versione completa e funzionante anche con OSX Mountain Lion.
Piuttosto che soffermarci sulla irregolarità di queste proposte, poiché in effetti è l’utente ad assumersi la responsabilità dell’acquisto di software disponibili al di fuori del circuito protetto rappresentato dal Mac App Store, ritengo sia invece fondamentale riflettere sulla tipologia di software in questione. Il recupero dei dati non è necessariamente una pratica indirizzata al furto di identità: può capitare infatti di dover recuperare dei dati cancellati accidentalmente o di dover cercare di recuperare delle informazioni importati da un supporto danneggiato e non vorrei, in quanto cliente Apple, dovermi rivolgere a software non certificati per via di un capriccio legale per via dei termini di esecuzione di una applicazione.
Apple potrebbe – e dovrebbe, a mio personale avviso – creare una sezione dedicata in cui fornire assistenza e d informazioni mirate al tema del recupero dei dati: e con questo non intendo la creazione di un nuovo, esoso ed inutile servizio di assistenza a pagamento per il recupero dei dati bensì la creazione di un software proprietario affidabile e garantito che possa essere utilizzato senza problemi da tutti i suoi utenti.
Fonte: MacCityNet

