Oramai il termine “tecnologia” è sinonimo di “progresso” e di “miglioramento” ma non sempre l’innovazione porta a benefici e miglioramenti: ogni giorno scriviamo in merito a tantissime novità e segnaliamo ai nostri lettori gli ultimi ritrovati sul campo, ma accade anche di trovarsi dinnanzi a qualcosa che lascia molto da pensare. E’ questo il caso del nuovo “Alfabeto Tecnologico” ipotizzato da Emma Cook.
Per le nuove generazioni e sarà sicuramente più facile ed immediata l’interazione con la tecnologia piuttosto che il ricordo di sistemi ed apparati che già oggi consideriamo “storici”, eppure a voler incentrare il processo di apprendimento su qualcosa di estremamente mutevole ed etereo quale il progresso tecnologico imminente non servirebbe ad ottenere un’altrettanto rapido progresso nelle conoscenze.
Il “concept” è di per sé ironico e piacevole, ma lascia trasparire chiaramente l’effetto a doppia lama che può esercitare la tecnologia. Che sia chiaro, non è un’attacco alla tecnologia o il discorso di un folle che non vuole abbandonare il passato: è solo una riflessione che ho voluto condividere con tutti i lettori dando allo stesso tempo la possibilità di conoscere questo stravagante lavoro artistico.
E’ interessante notare come Apple abbia un posto d’onore in questa realizzazione – sia perché occupa il primo posto dell’alfabeto e sia perché vi sono continui riferimenti ai suoi software in molte altre illustrazioni.
Certo sì intravedono i gusti personali dell’autrice nella scelta di alcune rappresentazioni, ma nel complesso possono essere ben definite come “l’immagine delle passioni tecnologiche condivise dagli amanti del mondo Apple” così come Emma Cook definisce il suo lavoro.
Se fosse toccato a voi scegliere le immagini da abbinare alle singole lettere, cosa avreste scelto e cosa avreste invece escluso?







