Dopo l’intervento del Congresso degli Stati Unti per richiedere spiegazioni a ben trentatré sviluppatori in merito alle politiche di priovacy implementate nelle loro applicazioni, Apple sembrerebbe intenzionata a rivoluzionare il modo in cui gli sviuluppatori possono tenere traccia dell’utilizzo delle proprie applicazioni.
Nel mirino del Congresso troviamo anche il client ufficiale per Facebook e quello per Twitter, ritenuti responsabili della mancanza di chiarezza con l’utente finale in termini di privacy e procedure per la raccolta delle informazioni.
Negli ultimi mesi è infatti emerso un dato preoccupante circa l’abbassamento degli standard di controllo operati da Apple riguardo le applicazioni rese disponibili nel suo Store: molte di queste infatti si sono rivelate vere e proprie “trappole” per dati sensibili, tenendo traccia di svariate attività lato-utente senza neppure chiedere il consenso a quest’ultimo.
Non siamo certo nuovi all’idea che potenzialmente qualsiasi nostro dato finito sul WEB possa diventare di dominio altrui – in un modo o nell’altro – tuttavia la carenza di controlli da parte di una società come Apple che fa della sicurezza uno dei sui araldi è davvero deludente!
Pertanto Apple ha deciso di introdurre un nuovo tool che permetta agli sviuluppatori di tenere traccia dei dati statistici riguardanti le loro applicazioni e al contempo garantisca all’utente il pieno controllo sull’utilizzo e la raccolta di tali dati. A tal proposito Apple avrebbe deciso di impedire l’utilizzo degli UDID ( di cui vi abbiamo parlato in un precedente articolo ) in favore di un nuovo “identificatore” ancora da definire.
Sarà interessante constatare se Apple deciderà di includere questa tematica all’interno del WWDC oppure se preferirà – come ipotizzano molti sviluppatori – elaborare “in segreto” una nuova strategia per poi renderla di fatto efficace con un breve comunicato alla comunità degli sviluppatori. D’altronde Apple non sarebbe nuova ad un comportamento del genere.
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Fonte: Cult Of Mac
